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Sindrome di Down, update dalla ricerca

Si è concluso a fine 2020 il progetto “Terapia preventiva della disabilità intellettiva nella Sindrome di Down con un flavonoide agonista del recettore TrkB per il BDNF” sostenuto da Fondazione Mariani nell’ambito del suo Bando Ricerca 2017. La prof.ssa Sandra Guidi dell’Università degli Studi di Bologna, responsabile scientifica del progetto, sintetizza così i risultati raggiunti, oggetto di un recente articolo apparso su Scientific Reports.

«Nel nostro laboratorio è stato condotto uno studio mirato ad analizzare l’effetto di una molecola naturale (7,8-diidrossiflavone) sullo sviluppo cerebrale nella Sindrome di Down (SD). Questa condizione genetica, dovuta alla triplicazione del cromosoma 21, ha come tratto caratteristico una disabilità intellettiva causata da un ridotto sviluppo cerebrale generato da una compromissione della neurogenesi (nascita di nuovi neuroni). Poiché la neurogenesi cessa quasi completamente dopo la nascita, per tentare di migliorarla nella SD, sarebbe importante poter intervenire durante la gestazione.

Alcuni studi condotti in modelli di topo di SD mostrano che questo sia possibile farmacologicamente, anche se i farmaci utilizzati per questo scopo possono sollevare caveat in termini di sicurezza. Il nostro gruppo aveva già dimostrato che il trattamento con 7,8-diidrossiflavone (7,8-DHF), un flavonoide presente nelle piante, nella prima fase di vita ripristina la neurogenesi nell’ippocampo del modello Ts65Dn di SD. Questi incoraggianti dati e la sicurezza della somministrazione di una sostanza naturale hanno portato a sviluppare il progetto finanziato dalla Fondazione Mariani.

Femmine gravide di topi Ts65Dn sono state trattate con 7,8-DHF fino alla nascita della cucciolata. Per stabilire l’effetto del trattamento sulla proliferazione dei neuroni nel periodo prenatale è stato valutato il numero di cellule proliferanti presenti in diverse aree cerebrali nei topi neonati. I dati mostrano che in molte aree del proencefalo dei topi Ts65Dn neonati trattati la potenza di proliferazione era migliorata o addirittura ripristinata. Nello stesso progetto è stata valutata anche la capacità di questo trattamento prenatale di mantenere effetti positivi sullo sviluppo cerebrale anche dopo due mesi dalla nascita.

A 60 giorni di età i topi Ts65Dn trattati prenatalmente hanno mostrato un maggior numero di neuroni presenti nell’ippocampo, un’area cerebrale che è in grado di mantenere la neurogenesi anche dopo la nascita, rispetto agli animali trisomici non trattati, anche se il loro numero non ha raggiunto quello dei topi non trisomici. I risultati mostrano che il 7,8-DHF è in grado di migliorare la potenza di proliferazione prenatale nei topi Ts65Dn mantenendo questi effetti, seppure in maniera lieve, a lungo termine.

L’utilizzo di una sostanza naturale in grado di migliorare lo sviluppo cerebrale in un modello murino di SD apre uno spiraglio alla possibilità di traslare questo trattamento nell’uomo intervenendo nella fase critica della proliferazione neuronale». 

Stagni F, Uguagliati B, Emili M, Giacomini A, Bartesaghi R, Guidi S. “The flavonoid 7,8-DHF fosters prenatal brain proliferation potency in a mouse model of Down syndrome”. Scientific Reports. 2021 Mar 18;11(1):6300. doi: 10.1038/s41598-021-85284-5. PMID: 33737521; PMCID: PMC7973813.

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