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Stampa 3D al servizio della riabilitazione infantile

La Fondazione TOG di Milano, centro per la riabilitazione di bambini affetti da patologie neurologiche complesse, insieme a Opendot, network di progettisti e designer, ha lanciato il progetto pilota “L’oggetto che non c’è”. L’obiettivo è unire il mondo della fabbricazione digitale con le competenze cinesiologiche e neuromotorie nell’ambito della riabilitazione neurologica infantile, puntando a una progettazione sostenibile, accessibile e su misura. I bambini con deficit motori, cognitivi o comportamentali hanno infatti bisogno di ausili particolari per muoversi nel mondo, di sedie ad hoc e, tante volte, dell’oggetto che ancora non c’è. È stato così progettato un software per consentire l’acquisizione delle scansioni di tutori in gesso creando un modello che possa poi essere stampato attraverso la stampa 3D, generando tutori molto più leggeri, lavabili e personalizzabili. Il percorso riabilitativo e abilitativo ha lo scopo di sviluppare nei bambini posture che li aiutino nell’apprendimento di gesti e movimenti specifici, favorendo le attività della vita quotidiana, stimolando il raggiungimento di una maggiore autonomia e incentivando il loro inserimento nella vita sociale attraverso ausili adatti, esteticamente belli e utili. Ne “L’oggetto che non c’è” iI re-design di tali ausili, dei sistemi cognitivi e dei giochi per la riabilitazione nasce come frutto della collaborazione allargata tra operatori sanitari, genitori e maker. Il progetto si propone dunque la diffusione della co-progettazione con e per la disabilità, dove il fare ricerca e lo sviluppo di innovazione ortopedica sono sempre al servizio dell’integrazione sociale. Per saperne di più si possono visitare il sito e la pagina Facebook della Fondazione TOG – Together To Go.

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