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Vincitori Bando 2017 in Neurologia Infantile - Biennio 2018-2019

Gli effetti dell’intervento vocale materno sullo sviluppo cerebrale del neonato prematuro
Istituzione: Azienda Ospedaliero Universitaria di Modena
Responsabile scientifico: Elisa Della Casa Muttini, Struttura Complessa di Neonatologia
Durata: 2018-2019
Finanziamento 2018: € 33.500
Presentazione: L’intervento vocale diretto di madri o genitori nella Terapia Intensiva Neonatale (TIN) si configura come un intervento precoce a sostegno dello sviluppo del neonato prematuro e delle competenze genitoriali. La nascita prematura pone a contatto il neonato, per un tempo a volte molto lungo, con un ambiente sonoro atipico e impone periodi spesso lunghi d’isolamento fisico dalle figure di cura, dalla madre in particolare. Tutto ciò accade in periodi sensibili dello sviluppo cerebrale, con effetti a lungo termine che coinvolgono le sfere emotiva e cognitiva con la possibile insorgenza di anomalie comunicative e linguistiche. Lo studio si propone di valutare l'efficacia dell'intervento materno vocale sul neonato prematuro. Si tratta di uno studio clinico randomizzato multicentrico su neonati pretermine nati tra le 28 + 0 e le 31 + 6 settimane di età gestazionale. Le madri sono guidate a interagire vocalmente ( parola e canto) con i loro bambini prematuri ospedalizzati 3 volte la settimana per 2 settimane. Per valutare l’impatto del contatto vocale precoce saranno utilizzate misurazioni fisiologiche (organizzazione del sonno, HRV, pattern respiratori), valutazioni neurocomportamentali (GMs) e test per la valutazione dello sviluppo cognitivo e linguistico a lungo termine. Video-analisi delle interazioni vocali precoci consentiranno di individuare i precursori dell’attaccamento e della co-regolazione fra genitore e bambino nelle prime settimane di vita in TIN.

Terapia preventiva della disabilità intellettiva nella Sindrome di Down con un flavonoide agonista del recettore TrkB per il BDNF
Istituzione: Università di Bologna
Responsabile scientifico: Sandra Guidi, Dipartimento di Scienze Biomediche e Neuromotorie
Durata: 2018-2019
Finanziamento 2018: € 35.000
Presentazione: La ricerca del nostro gruppo è volta a identificare e ripristinare i meccanismi alla base dell'ipotrofia cerebrale e della disabilità intellettiva nella sindrome di Down (SD), una condizione genetica dovuta alla triplicazione del cromosoma 21. Nei nostri studi, ci stiamo concentrando sugli approcci terapeutici per il ripristino dello sviluppo cerebrale nel topo Ts65Dn, modello murino che rispecchia maggiormente la condizione trisomica umana. Il ritardo mentale nella SD è dovuto a gravi alterazioni della neurogenesi e dello sviluppo dendritico. Crediamo che terapie in grado di migliorare questi difetti possano avere un impatto positivo sulla disabilità cognitiva nella SD. Negli ultimi 10 anni abbiamo quindi esaminato gli effetti di varie terapie farmacologiche, nel modello di topo Ts65Dn, mirate a migliorare lo sviluppo cerebrale murino. Per la prima volta abbiamo dimostrato che la somministrazione perinatale di Fluoxetina, un antidepressivo, è in grado di ripristinare completamente e permanentemente lo sviluppo cerebrale e le prestazioni cognitive del nostro modello murino. Il nostro attuale obiettivo è identificare nuove terapie in grado di migliorare lo sviluppo cerebrale murino che possano risultare potenzialmente utili nell’applicazione clinica umana.

Implementazione del sequenziamento dell'esoma nel workflow diagnostico delle encefalopatie epilettiche
Istituzione: Istituto G. Gaslini, Genova
Responsabile scientifico: Federico Zara, Laboratorio di Neurogenetica e di Neuroscienze
Durata: 2018-2019
Finanziamento 2018: € 40.000
Presentazione: Le encefalopatie epilettiche (EE) sono gravi condizioni neurologiche in cui il bambino mostra diversi tipi di crisi e abbondante attività epilettiforme all’EEG in associazione a rallentamento o regressione dello sviluppo che tipicamente si manifestano in seguito all’insorgenza delle crisi. La maggior parte delle encefalopatie epilettiche hanno un’eziologia genetica e I recenti sviluppi di analisi tecniche genomiche hanno messo in evidenza mutazioni puntiformi e microriarrangiamenti cromosomici coinvolgenti numerosissimi geni A seguito di ciò i test genetici si sono evoluti da analisi a singolo gene ad analisi complesse caratterizzate dallo screening in parallelo di decine e centinaia di geni (pannelli multi genici) mediante tecniche di sequenziamento mirato di nuova generazione (NGS) e dallo studio dei microriarrangiamenti mediante array-CGH. Tali analisi di nuova generazione consentono di raggiungere una diagnosi molecolare nel 15%-30% dei casi. A causa della natura eterogenea della EE è atteso che numerosi altri geni saranno implicati nelle EE, ciascuno di essi tuttavia contribuirà in maniera quantitativamente limitata e pertanto i pannelli diagnostici multigenici non potranno cogliere la natura dinamica della ricerca genetica che richiederebbero un continuo aggiornamento. Le tecnologie NGS d’altro canto consentono ormai l’analisi efficiente dell’intera porzione codificante del genoma con elevata efficienza e forniscono l’opportunità di estrarre informazioni estremamente rilevanti a livello genomico. Il presente progetto è mirato quindi implementare nel workflow diagnostico delle encefalopatie epilettiche il sequenziamento dell’esoma (WES) che consente di i) focalizzarsi in maniera dinamica su differenti set di geni in relazione all’avanzamento delle conoscenze; ii) estrarre informazioni clinicamente utili, quali i microriarrangiamenti e gli alleli coinvolti nella risposta farmacologica, al di là del primario obiettivo diagnostico iii) abbattere i costi e i tempi di refertazione rispetto agli attuali percorsi basi su test diversi attraverso l’adozione di una metodica unificata. L’implementazione della metodica WES nel Sistema Sanitario Nazionale tuttavia deve essere valutato in profondità in relazione alle effettive possibilità tecniche in un setting clinico, all’utilità clinica, agli aspetti economici e alla praticabilità etica. Il progetto si articola in diverse obiettivi specifici: Obiettivo specifico 1: Valutare la sensibilità diagnostica della metodica WES ed effettuare un’analisi costo/beneficio in relazione all’attuale protocollo diagnostico basato su screening NGS di pannelli multigenici e array-CGH, attraverso lo studio di 100 bambini con EE. Obiettivo specifico 2: Esplorare le ricadute terapeutiche della metodica WES. A questo proposito valuteremo l’effetto dei farmaci antiepilettici sul controllo delle crisi e l’outcome in relazione alla diagnosi genetica. Inoltre tipizzeremo numerosi alleli associati alla risposta ai farmaci per sviluppare un profilo farmacogenomico per ciascun paziente. Incluso nello studio. Obiettivo specifico 3: Sviluppare procedure standard per la gestione del dato genetico, della refertazione e del counseling genetico. Il progetto si propone di raggiungere diversi risultati concreti: sviluppare protocolli efficienti per l’esecuzione dell’analisi WES in un setting clinico inclusa la gestione dei dati genetici e informatici, ottenere la diagnosi genetica in numerosi bambini affetti da EE, determinare la potenza diagnostica dell’analisi WES e di verificarne l’impatto nel campo della gestione terapeutica.

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