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FEEDS, una Scala per la disfagia

Presso l’IRCCS Medea di Bosisio Parini (LC) è stato messo a punto FEEDS (Functional Evaluation of Eating Difficulties Scale), strumento di valutazione delle abilità alimentari del neonato e del lattante con problematiche neurologiche. Ce ne parlano le d.sse Anna Cavallini e Daniela Sacchi del team dell’Istituto Medea che ha sviluppato tale strumento.

«La disfagia è il disturbo di una o più fasi della deglutizione (orale, faringea, esofagea, gastrica) con conseguente difficoltà di trasporto di liquidi e di alimenti dal cavo orale allo stomaco. Le condizioni che più frequentemente in età pediatrica possono determinare problematiche a carico della deglutizione possono essere: neurologiche (encefalopatie ipossico-ischemiche, infettive, malformative; patologie tumorali; patologie neuromuscolari), anatomiche (malformazioni del primo tratto dell’apparato digerente e/o dell’apparato respiratorio), correlate a prematurità e/o a patologie internistiche o sistemiche (cardiopatia, quadri sindromici, malattie metaboliche) che pur non correlandosi a deficit neurologico o morfologico specifico condizionano l’atto deglutitorio nella sua efficacia e costanza per la durata del pasto, correlate a problematiche psichiche/comportamentali (feeding and eating disorders -DSM 5-).

La disfagia comporta problematiche di tipo nutrizionale (ipo/malnutrizione, disidratazione) e respiratorie (inalazioni, talvolta silenti, con evoluzione verso quadri di insufficienza respiratoria cronica). In epoca neonatale molti sono i fattori che condizionano l’efficienza alimentare: le complicanze internistiche della nascita estremamente pretermine (broncodisplasia, enterocolite necrotizzante, reflusso gastroesofageo), le problematiche neurologiche e metaboliche a esordio neonatale, le patologie genetico-malformative.

La Scala FEEDS permette di ottenere un indice di competenza alimentare espresso con un punteggio. È stata validata su 144 bambini (69 femmine e 75 maschi) di età inferiore a 12 mesi e somministrata all’ingresso in reparto, alla dimissione e nel corso del follow-up (6, 12 e 24 mesi dalla dimissione). Le analisi evidenziano un significativo valore predittivo della Scala: bassi punteggi alla dimissione correlano una alimentazione autonoma a 24 mesi di follow-up, mentre alti punteggi si associano con la necessità di alimentazione per via enterale».

Per approfondimenti si veda lo studio “Functional Evaluation of Eating Difficulties Scale (FEEDS) to predict oral motor skill in infant with neurodevelopmental disorders” pubblicato dal gruppo di Bosisio sul numero di luglio di Developmental Medicine & Child Neurology (vol.61, Issue 7,813).

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