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Un network per l’outcome neurologico nelle asfissie lievi

Sarà coordinato dal dr. Domenico M. Romeo dell’Unità di Neurologia Pediatrica del Policlinico Gemelli di Roma il network della Regione Lazio dedicato all’outcome neurologico nelle asfissie lievi. Si tratta di uno dei tre progetti vincitori del Bando Ricerca 2018 della FM, che ha preso avvio a inizio anno.

Spiega il dr. Romeo: «L'asfissia neonatale rappresenta una delle principali cause di mortalità neonatale e disabilità a lungo termine in tutto il mondo con una incidenza di 3-5 su 1000 nati vivi; l'esito è generalmente correlato alla valutazione clinica, con gradi moderati e gravi che presentano i più alti tassi di disabilità dello sviluppo neurologico e morte.

Attualmente esistono alcuni interventi terapeutici nei neonati con forme moderate/gravi di asfissia, come ad esempio abbassare la temperatura corporea del neonato nelle prime ore di vita. Tuttavia, più della metà di tutti i neonati con asfissia vengono classificati come lievi e in genere non effettuano alcun trattamento specifico, né sono coinvolti in specifici programmi di follow-up. Studi recenti hanno però riportato un aumento del rischio di lesione cerebrale nei bambini che presentano un grado lieve di asfissia alla nascita, con un'alta incidenza di anomalie cerebrali alla risonanza magnetica (>50%) e diverse possibili disabilità dello sviluppo neurologico. Di fatto l’outcome dei bambini con asfissia non è sempre normale.

Ad oggi non esiste alcuno studio specificatamente rivolto alle forme lievi di asfissia e pertanto non vi sono prove in letteratura per guidare l'eventuale trattamento in questo gruppo di bambini. Il presente progetto di rete, che coinvolge tutte le 10 terapie intensive neonatali della Regione Lazio, avrà lo scopo di descrivere la storia naturale dei neonati con asfissia lieve nei primi due anni di vita, al fine di identificare quei bambini che necessitano di intervento simile a quello dei neonati con asfissia moderata/grave e che pertanto andranno inseriti in specifici follow-up. Inizialmente verrà effettuato un corso di formazione per tutti gli operatori coinvolti nel progetto, al fine di rendere omogenea la valutazione clinica in ogni centro. Successivamente inizierà il reclutamento dei neonati, previo consenso informato da parte dei genitori. I bambini verranno sottoposti a valutazioni cliniche neurologiche e strumentali, quali risonanza magnetica cerebrale, elettroencefalogramma e valutazioni con test di sviluppo psicomotorio fino all’età di 2 anni».

 

 

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