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Sindrome di Down: update dal progetto FM

È entrato nel secondo anno di attività il progetto “Terapia preventiva della disabilità intellettiva nella Sindrome di Down con un flavonoide agonista del recettore TrkB per il BDNF”, tra i vincitori del Bando Ricerca della FM per il biennio 2018-2019. La responsabile scientifica d.ssa Sandra Guidi del Dipartimento di Scienze Biomediche e Neuromotorie dell’Università di Bologna ci aggiorna sui progressi della ricerca.

«Dal 7 al 10 marzo si è svolto a Nizza il “2019 ECNP Workshop for Early Career Scientists in Europe”, una grande opportunità per i giovani scienziati europei. La d.ssa Beatrice Uguagliati, dottoranda del nostro laboratorio, ha partecipato al Workshop presentando i dati scientifici che abbiamo ottenuto, in questo anno di lavoro, nell’ambito del progetto finanziato dalla Fondazione Mariani.
Lo scopo del nostro progetto è quello di ripristinare nel topo Ts65Dn, modello murino di Sindrome di Down, la proliferazione di precursori neurali, punto di partenza dello sviluppo delle aree cerebrali. Il numero di queste cellule è fortemente ridotto sia nel topo Ts65Dn che negli individui con Sindrome di Down.
Per ottenere questo risultato abbiamo somministrato ai nostri topi un composto derivato dai flavoni (sostanze di origine naturale) il 7,8-diidrossiflavone, che avevamo già utilizzato nel nostro laboratorio per ripristinare, nel topo Ts65Dn, quella porzione di neurogenesi che avviene dopo la nascita. In questo progetto, il trattamento farmacologico viene effettuato nella fase prenatale, durante la gestazione, in modo da influenzare la proliferazione dei precursori neurali che formeranno le strutture cerebrali.
Dai nostri esperimenti abbiamo notato che Topi Ts65Dn non trattati mostrano una grave riduzione del numero di precursori neuronali in proliferazione, nella zona subventricolare del ventricolo laterale (un’importante nicchia neurogenica del prosencefalo), nello striato, nella neocorteccia frontale e nel giro dentato dell'ippocampo, strutture cerebrali coinvolte nei fenomeni di memoria ed apprendimento. In topi Ts65Dn trattati nella fase embrionale, il numero di precursori neuronali proliferanti è stato completamente ripristinato in tutte queste regioni.
Questo indica che il trattamento prenatale con questo flavone è in grado di ripristinare la funzione di numerose nicchie neurogeniche cerebrali che danno origine ai neuroni che formeranno il cervello maturo. Se gli effetti positivi del 7,8-diidrossiflavone sul cervello del topo Ts65Dn fossero replicati nei feti con Sindrome di Down, il trattamento con questa sostanza naturale potenzialmente utilizzabile nell'uomo, potrebbe rappresentare una svolta per la terapia della disabilità intellettiva nella Sindrome di Down».

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