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Chiacchiere neuromusicali by night

Il 27 e 28 settembre presso il Museo della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci” di Milano si terrà il convegno a cura dei giovani ricercatori dell’Istituto Neurologico Besta “Towards the future of brain research”. L’iniziativa, patrocinata tra gli altri dalla FM, è inserita nel calendario degli appuntamenti per il Centenario dell’Istituto e culminerà, venerdì 28 settembre, nella “Open Night – A tu per tu con la Ricerca” in occasione della Notte europea dei ricercatori. Dalle ore 18.30 alle 23.30 il Museo ospiterà incontri, laboratori e performance sul “bello del cervello”. Tra questi, alle ore 21.30 in Sala Biancamano, si terrà una conferenza dedicata a Neuroscienze e Musica a cura della Fondazione Mariani. Interverranno: Maria Majno, vicepresidente FM e responsabile del settore “Neuromusic”,  Giuliano Avanzini, neuroscienziato e primario emerito del Besta, Luisa Lopez, neuroscienziata e referente scientifico del settore “Neuromusic” della FM, e il violinista Cesare Zanfini, che eseguirà alcuni brani scelti.
Spiega la Dr.ssa Luisa Lopez dell’Università Roma II:«Quando si parla dell’influenza della musica sullo sviluppo cognitivo, generalmente si parla di un mondo intero di sfaccettature che hanno quasi sempre una conclusione: la musica fa bene. La letteratura scientifica ci dimostra che l’istruzione musicale precoce, produce effetti funzionali e strutturali nel cervello. Alcuni studi recenti evidenziano che esiste un legame fra l’epoca di inizio dello studio della musica e l’aumento delle funzioni cerebrali. Sin dalle prime esperienze, con ninne-nanne e canzoncine, il bambino ascolta e impara ascoltando. Spesso i bambini sono esposti a un ambiente arricchito da musiche di tutti i tipi: dai giochi sonori ai jingle pubblicitari, alla musica ascoltate in famiglia. Così come per la propria lingua, la maggior parte delle persone sviluppa delle abilità musicali di base attraverso l’interazione con un ambiente musicale. Grazie alla semplice esposizione quotidiana alla musica e alle predisposizioni innate, durante le fasi dello sviluppo, i bambini acquisiscono competenze musicali necessarie per accedere a un’eventuale educazione musicale formale successiva, finalizzata allo sviluppo di abilità più specifiche di livello esperto. Questa forma di conoscenza musicale implicita rende gli ascoltatori di un brano musicale capaci di battere il tempo, cogliere le note sbagliate, ricordare e riprodurre canzoni e ritmi familiari e infine sentire le emozioni espresse dalla musica». Per i dettagli si veda il programma.

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