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Sindrome di Tourette: “stato dell’arte”

Si è tenuto a Verona il 27 e 28 gennaio il Convegno nazionale su “La Sindrome di Tourette. Clinica, ricerca e aggiornamenti su terapia, riabilitazione e scuola” organizzato da AIST - Associazione Italiana Sindrome di Tourette. Scopo dell’iniziativa era di fornire un aggiornamento mediante confronto tra specialisti clinici e operatori delle discipline psicosociali che lavorano con bambini con tic e sindrome di Tourette. La sindrome di Tourette è una patologia non più inquadrata in ambito psichiatrico, come in passato, ma attualmente considerata a prevalente competenza neurologica, essendo di recente emerse possibili implicazioni immunologiche. Questo aspetto costituisce, per certi versi, un autentico sconvolgimento del panorama medico "tradizionale" che la inquadra tra le malattie aventi una base organica, pur possedendo alcuni aspetti 'gestionali' di competenza psichiatrica.

Data la complessità delle manifestazioni cliniche il trattamento richiede un approccio multidisciplinare che includa, oltre a quello classico farmacologico, anche l'utilizzo di terapie educative-comportamentali e psicologiche. Tra le tecniche psico-comportamentali la più efficace è la Habit Reversal; in questo caso l’intervento è volto ad aiutare il paziente a meglio controllare i tic più fastidiosi e inaccettabili, sostituendoli con altri più gestibili.
Infine, laddove non si ottengano risultati soddisfacenti con trattamenti più tradizionali sono stati illustrati i risultati di interventi di neurochirurgia funzionale, con la Deep Brain Stimulation (DBS), applicabili in casi selezionati e in età adulta.
I tic possono essere l’unico sintomo della sindrome, ma più frequentemente il quadro clinico è caratterizzato da disturbi del comportamento, dell’umore e dell’affettività. Compaiono quindi comportamenti ossessivo-compulsivi, deficit dell’attenzione, iperattività, depressione, ansia, aggressività, autolesionismo, difficoltà di socializzazione. I sintomi comportamentali spesso sono percepiti dal paziente come altrettanto invalidanti – e forse più – del tic in se stesso. Pertanto, nella seconda parte del Convegno, sono stati approfonditi aspetti di gestione del disagio sociale sia scolastico che lavorativo della sindrome. Per il programma completo dell’evento si veda il sito dell’Associazione.

Si ringrazia la dr.ssa Federica Zibordi dell’IRCCS Istituto Neurologico “C. Besta” per la sintesi del convegno.

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